E’ stato reso pubblico il programma delle attività relative alla Giornata nazionale del Made in Italy prevista il 15 aprile è stata scelta per rendere omaggio alla nascita di Leonardo da Vinci, simbolo del genio creativo italiano L’iniziativa, istituita per valorizzare le eccellenze produttive e culturali del nostro Paese, vedrà un fitto calendario di eventi in tutta Italia. Lo scorso anno sono state oltre quattrocento le manifestazioni a carattere culturale, scientifico ed economico organizzate per celebrare il Made in Italy. Anche quest'anno si prevede un'ampia partecipazione, con iniziative dedicate al design, all’artigianato, all’industria, alla moda e all’enogastronomia, settori che rendono il nostro Paese un punto di riferimento a livello globale.
Il Made in Italy non è solo un marchio, ma un patrimonio di saperi, tradizioni e innovazione che dobbiamo tutelare e promuovere” ma cosa c’è di realmente Made in Italy oggi in Italia? Amadori puà rappresentare il vero made in italy sostenibile di una filiera di qualità?
L’obiettivo è quello di coinvolgere istituzioni, imprese e cittadini in una grande celebrazione dell'identità italiana, ma se i nostri rappresentanti dell'autentico MAde in ITaly sono Amadori e Barilla come possiamo nel web3 apparire credibili ?
Siamo tutti concordi che il cittadino deve essere informato e correttamente abilitato dell’uso delle tecnologie emergenti come l’AI in tutti i settori che lo riguardano come nuovo diritto universale perché più aumenterà la qualità dei risultati AI e sempre più ci abitueremo al fatto di richiedere il servizio AI per analizzare i nostri esami medici, per esempio, o verificare in tempo reale cosa sia realmente MAde in ITaly o produttori consapevoli dell'italian sounding. Per quanto riguarda la giustizia limitarne l’utilizzo per le sole funzioni di supporto - per esempio per determinare cosa sia realmente Made in ITaly o prodotto dell'italian sounding - potremmo ridurre i benefici anche in altri ambiti. L’unica questione essenziale è limitarne l’utilizzo decisionale rispetto alle libertà umane: non possiamo immaginare un futuro possibile in cui una contestazione di una multa in primo grado fosse un’AI di un paese straniero come gli USA per ChatGPT-5 che valuta in automatico se l’autovelox era a norma di legge.
Se oggi si decidesse di escludere dalla regolamentazione italiana tutto ciò che riguarda la sicurezza nazionale, la cybersicurezza e difesa si potrebbe creare un vuoto normativo su un’area critica come quella della sorveglianza di massa e profiling. Visti i continui scandali nell’uso degli strumenti dei servizi segreti italiani oggi, più di prima - sono necessarie indicazioni chiare sull’adozione di un sistema di certificazione delle fonti.
E’ corretto che sia stilata una strategia nazioanle sull’AI - anche se in ritardo - e aggiornata costantemente oggi è necessario inserire tra gli interlocutori l’industria e non solo il mondo universitario; innovatori e investitori, e non solo regolatori come AgID e ACN.
I sistemi AI per il pubblico dovranno essere installati su server localizzati in Italia: il tema della localizzazione non impatterà tanto la nazionalità degli operatori, quanto il costo energetico per gestire queste server farm. Il prezzo dell’energia in Italia per le imprese è infatti tra i più alti in Europa e tra 2 e 5 volte quello statunitense. Per un settore energivoro come l’AI questo è un dato che potrà limitare molto la competitività delle aziende italiane. In questa fase epocale come paladini della cultura italiana stiamo pensando a come mettere le cinture di sicurezza nelle autovetture che tutte il mondo ci invidia e che rappresentano l'emblema della creatività e dell'ingegneria della Motor Valley italiana in un’epoca in cui non abbiamo ancora compreso se i nostri bolidi saranno ancora guidate da autisti umani.
L’11 aprile si festeggia il MADE IN ITALY: ma quale? Un evento esclusivo che riunisce imprenditori e C-level per esplorare insieme i trend che definiranno il futuro del nostro Paese. Attraverso dibattiti stimolanti e sessioni interattive sul mondo del lavoro, competenze, sostenibilità e tecnologia, scopriremo come trasformare le sfide in opportunità: quali saranno gli imprednitori [poche le donne…imprenditrici] che tratteranno di AUTENTICO MADE IN ITALY prodotto in Italia?
Il supporto agli investimenti sull’AI e l'adozione di strumenti regolatori come le sandbox laws con periodi di sperimentazioni ampi saranno la vera rivoluzione in un'era della simulazione che potrà definirne i confini solo dopo aver posto delle fondamenta solide. Dobbiamo porci verso questa tecnologia dell'intelligenza artificiale ponendoci domande intelligenti importanti su come affrontare i cambiamenti tecnologici, probabilmente anche cambiando posizione nel tempo su queste innovazioni Inizialmente, la tecnologia, come i computer e gli smartphone, sembrava un'opportunità per le democrazie, come dimostrato dalle proteste in Piazza Tahrir.
Tuttavia, nel giro di dieci anni, questi strumenti si sono rivelati un rischio per le democrazie, come evidenziato dagli eventi di Capitol Hill. Con l'emergere dell'intelligenza artificiale generativa la concentrazione del potere informatico sta diventando sempre più pronunciata, con poche grandi aziende che controllano la maggior parte delle capacità di calcolo: le GAFAM come MET, APPLE, GOOGLE, AMAZON dominano in questo settore. Oggi è dominante il bisogno di rinnovare le regole che governano le tecnologie, simili a quelle create in passato per autotrasporti e televisioni, per garantire che libertà e diritti siano rispettati. Egli critica però l'idea che le norme siano sempre etiche; ad esempio, la storia dimostra che alcune norme possono portare a risultati tragici, come nel caso delle leggi naziste. Oggi, c'è una crescente sfiducia verso le normative esterne, e si percepisce un passaggio verso forme di autogestione. In merito alla società digitale, Eco cita i fondatori di PayPal, che oggi controllano enormi quantità di dati e poteri economici. Questi imprenditori, inizialmente visti come talenti innovativi, ora rappresentano una nuova forma di capitalismo che favorisce l'individualismo e l'esclusione. Eco mette in guardia contro l'idea che solo un'élite possa governare efficacemente, una visione che rifiuta la democrazia tradizionale. Affronta anche il problema dei dati personali e della sorveglianza, paragonando le nuove forme di controllo e sfruttamento di dati a un sistema feudale, dove i moderni "Datalord" dominano gli utenti.
Eco sostiene che sia necessario dare valore alla vita umana e alla memoria al di là di semplici dati funzionanti. Infine, si interroga se siamo tornati a una situazione in cui è difficile distinguere tra realtà e finzione, con i pericoli del digitale che minacciano la qualità delle relazioni umane. In sostanza, Eco invita a riflettere su come conciliare tecnologia e libertà, ponendo l'accento sulla necessità di regole che possano evitare derive autoritarie nella politica tecnologica. La supremazia tecnologica delle Big Tech, in particolare aziende come OpenAI, può essere vista come una nuova forma di guerra dei dati, dove la battaglia non si svolge più in territori fisici, ma nel regno virtuale delle informazioni e delle innovazioni digitali. Negli ultimi anni, queste aziende hanno accumulato enormi quantità di dati e potere, utilizzando risorse considerevoli per sviluppare intelligenze artificiali sempre più sofisticate. Nel 2025, OpenAI ha attirato un investimento straordinario di 40 miliardi di dollari, portando la sua valutazione a 300 miliardi di dollari, un segnale del potere che queste entità esercitano nell'attuale economia globale.
Gli svantaggi per l’autentico Made in Italy sono enormi a partire dalla concentrazione del potere: Il dominio di Big Tech come OpenAI crea una concentrazione di potere nelle mani di poche aziende informatiche che stanno pilotando le decisioni di una classe di imprenditori analfabeti funzionali" Questo non solo erode la concorrenza, ma rende difficile per le micromprese delle filiere del Made in ITaly ed europee competere in un mercato già svantaggiato. Le piccole e medie imprese europee possono trovare difficile adattarsi e innovare in risposta alle nuove tecnologie di queste compagnie. Con il potere di raccogliere, analizzare e monetizzare i dati, le Big Tech influenzano il modo in cui le informazioni vengono trattate. Le economie europee rischiano di diventare sempre più dipendenti da queste piattaforme, il che limita l'autonomia dei paesi europei nella gestione delle proprie risorse informative e nei propri modelli economici. Le pratiche delle Big Tech nella raccolta dei dati possono portare a gravi violazioni della privacy dei cittadini europei. Poiché le normative sulla protezione dei dati, come il GDPR, si scontran con le strategie commerciali di queste aziende, i cittadini europei potrebbero trovarsi in una posizione vulnerabile. Con le risorse economiche concentrate nei giganti tecnologici, l'innovazione potrebbe subire uno stop o una devianza. Le start-up e le iniziative europee potrebbero essere lessi afflitte da carenze di investimenti, in quanto il capitale si indirizza verso progetti sostenuti dai player dominanti, limitando le opportunità per nuove idee e approcci. La presenza di Big Tech potrebbe influenzare le politiche economiche europee in modi che non sempre avvantaggiano i luoghi di lavoro locali o la crescita economica sostenibile. Le aziende potrebbero esercitare pressioni per politiche più favorevoli, che potrebbero compromettere i diritti dei lavoratori e le normative ambientali. La grande quantità di capitali e il potere di mercato che possiedono queste aziende le rendono capaci di operare in modo monopolistico, scoraggiando nuove entrate e creando barriere per le aziende emergenti. Questo può portare a prezzi più alti e scelte ridotte per i consumatori. Poiché le Big Tech operano su scala globale, le economie europee possono avere difficoltà ad attuare regole e normative efficaci per sopperire ai danni economici e sociali. La mancanza di coordinamento tra le diverse giurisdizioni complicherà ulteriormente il panorama politico e giuridico. In sintesi, la supremazia tecnologica delle Big Tech come OpenAI rappresenta non solo una nuova forma di guerra economica dei dati, ma anche una sfida significativa per l'economia europea.
La concentrazione del potere, la scarsa innovazione locale, la dipendenza dai dati e la mancanza di regolamentazione adeguata possono comportare un svantaggio rilevante per l'Europa nel contesto globale. Nei prossimi cinque anni, sarà cruciale per l'Unione Europea rispondere a queste sfide con politiche efficaci e strategie di sostenibilità per garantire che la crescita tecnologica non avvenga a scapito dei diritti civili ed economici. Uno dei concetti più noti di McLuhan è il suo celebre aforisma “il medium è il messaggio”, ciò significa che il mezzo di comunicazione utilizzato ha un impatto più significativo sulla società rispetto
al contenuto che veicola: ogni mezzo di comunicazione ha il potere di plasmare e influenzare la percezione della realtà da parte
degli individui, oltre a influenzare il modo in cui la società si organizza e interagisce. Un altro contributo importante di McLuhan
è la distinzione tra “media caldi” e “media freddi”. I media caldi sono quelli che forniscono un'esperienza sensoriale intensiva
e coinvolgente, come il cinema e la radio, mentre i media freddi sono meno coinvolgenti e richiedono una maggiore partecipazione da parte del pubblico, come la televisione e il telefono. McLuhan riteneva che la comprensione di queste differenze fosse cruciale
per analizzare l'impatto dei media sulla società. Nel suo lavoro, McLuhan ha anche esaminato il passaggio dalla cultura della stampa alla cultura elettronica. La stampa, essendo un medium lineare, ha favorito la razionalità e la logica, mentre la cultura elettronica, caratterizzata dalla simultaneità e dalla connessione, ha portato a una maggiore enfasi sull'intuizione e sull'esperienza sensoriale. Questo cambiamento ha portato a una “globalizzazione” della comunicazione, un concetto che McLuhan ha definito come “il villaggio globale”, dove le persone di tutto il mondo sono connesse attraverso i media elettronici.
Marshall McLuhan ha avuto un impatto duraturo sul campo della comunicazione grazie alle sue teorie rivoluzionarie sugli effetti dei media sulla società. Il suo lavoro ha contribuito a farci riflettere sul modo in cui i media plasmano la nostra percezione della realtà e influenzano le nostre interazioni sociali e culturali. McLuhan ci ha lasciato con una serie di idee e concetti provocatori che continuano a essere rilevanti e discussi nell'era digitale di oggi. Internet e i social network hanno rivoluzionato il modo in cui le persone comunicano, interagiscono e si informano. In quest'ottica, il pensiero di McLuhan risulta cruciale per comprendere il ruolo e l'impatto di questi nuovi mezzi di comunicazione nella società contemporanea.
Una delle caratteristiche principali dell'era di Internet e dei social network è l'instantaneità delle comunicazioni. La velocità con cui le informazioni vengono scambiate e diffuse ha creato “il villaggio globale”, ovvero un mondo interconnesso dove le distanze geografiche sono ridotte e le barriere culturali vengono abbattute. Questa ubiquità della comunicazione rende il pensiero di McLuhan particolarmente pertinente per analizzare gli effetti delle nuove tecnologie sulla società e sulla percezione del tempo e dello spazio. Un altro aspetto rilevante dei social network è la personalizzazione e la frammentazione dell'informazione. Gli algoritmi che governano i social media tendono a proporre contenuti in base alle preferenze e ai comportamenti degli utenti, creando delle “camere di risonanza” in cui le persone sono esposte a opinioni e informazioni che confermano le loro convinzioni pregresse. Questo fenomeno può essere interpretato alla luce del pensiero di McLuhan, poiché evidenzia come il mezzo (in questo caso, il social network) influenzi il messaggio, determinando la percezione della realtà degli utenti.
Le nuove forme di comunicazione di massa, come Internet e i social network, hanno profondamente trasformato le dinamiche sociali e le relazioni interpersonali. McLuhan aveva già anticipato questo fenomeno, sostenendo che i mezzi di comunicazione avrebbero cambiato il modo in cui gli individui interagiscono tra loro e con il mondo esterno. In particolare, i social media hanno dato vita a nuove forme di comunicazione, come la messaggistica istantanea, i meme e le storie, che influenzano il modo in cui le persone si esprimono e si relazionano. EUREBO HUB è un programma che introduce l'innovazione di processo dell’”open innovation abilitante” nel settore della robotica europea e dei processi industriali in particolare oggi con riferimento al settore energia e agritech Made in Italy Siamo alla ricerca di una/un Junior Member che possa contribuire all’insegnamento e allo sviluppo di percorsi di apprendimento continuativo nel settore della robotica educativa per applicazione di un’”innovative smart educational system” attraverso l’impiego degli strumenti di Intelligenza Artificiale Industriale applicata nei processi di automazione e robotizzazione, collaborando allo sviluppo del Nuovo Mercato Unico Robotico Europeo.
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